Qualche piccolo verso poetico che esaminato sotto il punto di vista
letterario potrebbe essere giudicato come "freddo e banale" ma che
vuole semplicemente essere un grido di disperazione di uno dei (sempre meno)
castelfranchesi purosangue che si accorgono del lento e inesorabile degrado di
cui questo paesotto della valle del Panaro é gravemente malato.

A castello:

A parlare di ciò é come non poter trovare
un qualcosa si perda,
Signori e Signore Castello sta diventando
sempre più un paese di merda!

Ricordo ancora quando della provincia
eri il paese dei baiocchi,
mentre ora sei solo un pullulante
covo di zingani e marocchi !

Dei simboli del Castelfranco che sembrava inos-
sidabile al tempo, sole e al gelo
non rimane che la ciminiera della ved. Bini che,
imponente, si innalza al cielo.

Ora si pensa a costruire piste ciclabili,
dossi e isole pedonali
che più le guardo e le riguardo,
più mi sorgono fastidiosi pruriti anali!

Erano tanti i passaggi a livelli che
avevi per attraversare i binari del treno,
mentre adesso per andare all'Arcano
debbo fare un giro che ci parte un pieno!

L'Albergati era un appuntamento fisso per
compagnie di giovani spensierati,
ora é un putrido acquitrino in cui ristagna
di tutto, soprattutto sfigati !

Nessun progresso riguardo a spazi giovani
e tangenziale,
ma in compenso hanno riasfaltato
tutta Via Canale!

Se questa parabola discendante continuerà
e y = - (x)² sarà la sua legge,
non ci rimane che ascoltare la sorte
che ci solo scorregge.

Ci troveremo tutti ad emigrare tutti come
deportati verso il Botswana,
ripetendo all'unisono che -+-+--+
é una gran puttana!