ODE AD UN ULTIMO DELL'ANNO DEL CAZZO

Tanti erano i progetti e le mete da Madrid a Berlino
puntavo il dito sull'atlante ed avevo un nuovo pallino

Poi il raggio d'azione si é improvvisamente ristretto
é come che da un cenone si arrivi ad un solo dolcetto

Un insieme di circostanze originate da un grosso suino
ha fatto in modo di farmi rimanere qui vicino.

Svaniscono così sogni di conquista, di terre d'oltralpe
con gioielli che abbaglierebbero anche un branco di talpe

Arriva così la decisione per Verona terra del pandoro,
di Valpolicella,polenta e adolescenti dalle natiche d'oro

Arena, Bentegodi, piazze e balconi erano già nei nostri piani
mentre,causa residui della cena del 30,mollavamo peti disumani

Giunto alla mattina dell'ultimo dell'anno mi sveglio presto,
già il dovere di andare a lavorare era un sassolino molesto

Aprendo la finestra il mio occhietto si volge all'esterno
vedendo la situazione già qualche blasfemia mi pulsa dallo sterno

La pioggia batte copiosa su alberi,grondaie e tettoie
e ciò mi appare come i miei epididimi recisi da due cesoie

Optiamo alla fine per Bologna come scelta quasi obbligata
e come per incanto finiamo in zona gnoccamente popolata

L'incanto si spezza come un vetro dopo due sassate
quando ci assale il dubbio che siano tutte lesbiche o mestruate.

Augurandomi che questo nuovo anno non faccia sperare invano,
ora non mi resta che abandonare una parte di me nel vespasiano.